Cercasi mamma e papà

In primo piano

 

L’Associazione SJAMO cerca coppie disponibili ad accogliere bambini provenienti da vari Paesi, a fronte di richieste che l’associazione riceve frequentemente e costantemente, in particolar modo dalla Colombia, per vari casi:

gruppi di fratelli (due, tre, anche quattro o cinque fratelli…), in condizioni di salute buone o con piccole problematiche che riguardano uno dei bambini;
bambini dai 10 anni, in buona salute, ma che sono considerati “troppo grandi” all’estero;
bimbi piccoli a partire da 1 anno di età, talvolta portatori di problematiche che in Italia possono essere gestite ma che nella loro nazione di origine risultano difficilmente migliorabili;

Le famiglie (coppie già in possesso di Decreto di Idoneità all’Adozione Internazionale)  che sono interessate ad avere maggiori informazioni e/o un colloquio informativo gratuito possono chiamare le sedi di Albenga (SV) e/o ROMA.

Associazione SJAMO – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA – Sede operativa centrale Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV)

Tel.: (+39) 0182 51854

Cell.: (+39) 346 66 27 482

Mail: sjamo.ong@gmail.com

 

 

ROMA- Sede operativa

Via di Sant’Agata dei Goti, 24Tel.: 06-4880412Cell.: 347-3736268Email.: sjamo.roma@tiscali.it

 

Un dolce Natale solidale

Quest’anno scegli un regalo di Natale dolce e solidale!

Ordina  una squisita marmellata di frutta biologica selezionata, direttamente dal Kenya e potrai aiutare tanti Bambini soli al mondo a trovare una Famiglia.

Scegli il Gusto che preferisci tra:
Limone e Papaya, Mango, Guava, Carcadé

Donazione minima di 10,00 €

Per info e ordini:

SJAMo – Sede di ALBENGA
Tel.:0182-51854
Cell.: 346-6627842
Email: sjamo.ong@gmail.com

SJAMo – Sede di ROMA
Tel.: 06-4880412
Cell.: 347-3736268
Email.: sjamo.roma@tiscali.it

La Sfida Genitoriale nel Post Adozione

Discrepanze tra Aspettative e Realtà: Prepararsi ad Accogliere un Figlio

La scelta di diventare Genitori Adottivi, pur originante in coppie o nuclei familiari variegati e diversi gli uni dagli altri, costituisce sempre una svolta profondamente innovativa, i cui effetti rivoluzionari si ripercuotono, in via più o meno diretta, sulla quotidianità di tutti i membri coinvolti, apportandovi quel genere di impulsi trasformativi che possono scaturire solo dall’arrivo e dall’accoglienza di una Nuova Persona, e una Nuova Vita, all’interno di un sistema familiare preesistente.

Tuttavia, la Bellezza racchiusa nel desiderio di donare se stessi, la proprie cure ed il proprio affetto ad un bambino privato dei suoi diritti familiari ed umani, può, talvolta e in parte, offuscare la visuale altruista dei genitori, rendendo loro più difficile il confronto con la realtà quotidiana dell’ Esperienza Adottiva.

Il vissuto esistenziale, complesso e spesso doloroso, del Figlio tanto desiderato si insinua nella sua modalità di interazione con la famiglia adottiva, generando imprevisti sul piano  affettivo e relazionale molto lontani dagli scenari sentimentalmente gratificanti che ci si era prefigurati durante il periodo dell’attesa.

Il nucleo genitoriale e, in senso più ampio, quello familiare, è dunque chiamato a percorrere un sentiero articolato ed emozionalmente intenso, costellato da difficoltà che raramente si esauriscono con la conclusione dell’iter burocratico relativo al processo, ripercuotendosi sulla dimensione psicologica di ciascun membro, oltre che sul funzionamento familiare nella sua totalità.

Se il Tempo dell’Attesa è scandito da una naturale sequenza di aspettative, dubbi, speranze ed incertezze, la Realtà del Post Adozione si rivela quasi sempre densa di contrasti, tipici di ogni Cambiamento radicale delle proprie abitudini e convinzioni.

Dai racconti di molti genitori, pur profondamente felici della propria scelta adottiva, emerge una comune sensazione di sorpresa derivante dal confronto con aspetti imprevisti relativi sia ai rapporti con il figlio, sia alle proprie reazioni emotive.

Per comprendere il livello di Complessità che caratterizza l’Adozione, va ricordato che il nucleo familiare costituisce il centro di un sistema che è già di per sé Complesso, poiché al suo interno confluiscono tutte le dinamiche relazionali ed affettive fra i componenti, oltre a rappresentarne il punto di incontro tra le storie biologiche, psichiche, ed emotive.

In quest’ottica, diventa più semplice considerare l’Esperienza Adottiva quale occasione di confronto tra il patrimonio biologico e culturale comune ai membri di una famiglia, e l’eredità psichica, emotiva e biologica di un bambino che proviene da una realtà familiare, sociale  e culturale, nella maggior parte dei casi profondamente diversa da quella adottiva.

A questo riguardo, è fondamentale che la “diversità” del figlio, venga riconosciuta, accolta, oltre che sostenuta ed incoraggiata. Si tratta di un lavoro personale ed interpersonale Complesso ma infinitamente arricchente per i membri della famiglia adottiva il quale, andrebbe tuttavia sostenuto ben oltre l’approccio formativo e preparatorio previsto in seno alle istituzioni.

Per tutti questi Motivi, oltre che per  il Piacere di offrire un Servizio ad Alto Valore aggiunto, ben oltre il perfezionamento burocratico del Processo Adottivo e l’Ingresso in famiglia, A PARTIRE DAL MESE DI GENNAIO 2020,  l’Associazione SJAMo mette a disposizione, presso la sua sede di Albenga (SV) uno Sportello di Ascolto, Completamente Gratuito, per le Famiglie Adottive, in orario da concordarsi direttamente con l’operatore volontario, qualificato.

Per maggiori info: 

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA
Sede operativa centrale

Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV)
Tel.: (+39) 0182 51854
Cell.: (+39) 346 66 27 482
Mail: sjamo.ong@gmail.com

La storia di Alice

Tra le tante storie che vorremmo condividere con i nostri associati e visitatori, quella di Alice emana una forza a nostro parere unica, densa di tutti gli elementi che gravitano intorno ad uno dei costrutti più menzionati in ambito psicologico e sociale: la resilienza.

Alice nasce in Colombia sul finire del piovoso mese di ottobre, in uno dei tanti quartieri metropolitani densamente popolati della capitale, figlia di una giovane donna stremata dalle ristrettezze e dalla solitudine, priva di quel genere di legami o eredità affettive che in molti casi compensano la mancanza di risorse economiche, e consapevole di avere un margine di scelta assai limitato:  senza alcuna fonte di reddito né una rete familiare che possa supportarla, la mamma di Alice è costretta a separarsi da lei molto presto.

A pochi giorni di vita, Alice viene accolta in casa di una conoscente, la cui quotidianità è scandita da lavori duri e precari, e dagli impegni con i suoi figli naturali, i quali non mancano di mostrare il loro entusiasmo alla vista della piccola Alice, pur non riuscendo mai a percepire la sua presenza in un senso realmente “familiare”.

Alice trascorrerà i suoi primi sei anni nei panni poco confortevoli di una piccola ospite, non sempre desiderata, in casa altrui. La signora che l’ha accolta, ricevendola “in dono” dalla madre biologica, si rivela  dura e irascibile, forse più interessata ad allevare una futura badante, per sé e per i propri figli naturali, che ad accudire una bimba.

Sarà lei stessa, con la trasparenza disarmante tipica della sua piccola età, interrogata dalla Polizia per l’Infanzia durante un sopraluogo nell’insalubre ambiente domestico all’interno del quale Alice veniva quotidianamente rinchiusa a chiave, quando i “familiari” ospitanti uscivano, a riferire: “se faccio qualcosa di sbagliato mi picchiano col bastone”.

Il termine resilienza, coniato nell’ambito della scienza dei materiali per indicare la capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi, ed ereditato dalla scienza psicologica per descrivere la facoltà di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, sembra manifestarsi nelle reazioni e nei comportamenti della piccola Alice in una modalità sorprendente, con la quale sarà in grado di affrontare le svolte e gli ostacoli che ancora la attendono.

Trasferita per necessità tra le mura di un Istituto minorile, Alice entra in un programma di riabilitazione cognitiva e comportamentale, rispondendo ad ogni intervento con entusiasmo e tenacia, ed esprimendo sin dal principio una volontà ferrea di elaborare positivamente ogni traccia delle difficoltà affrontate nella prima infanzia.

Tuttavia, la vita in Istituto è difficile per una bimba come Alice, fin troppo consapevole di non poter colmare il suo crescente bisogno di affetto, che nulla ha a che vedere con l’attenzione educativa che le viene somministrata.
E’ una bella bambina, Alice, solare e attraente al punto da destare le attenzioni di un inserviente, sollevando in istituto qualche allarmismo circa un presunto abuso che potrebbe aver subito ma che, quantomeno, sembra averle risparmiato cicatrici sul suo piccolo corpo.

Finalmente inserita nel programma di Adozioni Internazionali, all’età di 10 anni, Alice ha potuto realizzare il suo sogno di avere una famiglia e ricevere tutto quello che, da sempre, le era stato precluso. Da pochi mesi Alice vive in Italia, insieme alla sua nuova e definitiva famiglia, la quale ha saputo attenderla, desiderarla e infine accoglierla con una miscela di trepidazione, fiducia e gioia, per sostenere i suoi primi passi nella nuova vita.

 

Rafael per Sofia

Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno aderito al progetto “Rafael per Sofia”, in primis mamma Angela e papà Paolo che con questo progetto hanno voluto ricordare la prematura scomparsa del loro amato figlio Rafael, ai quali ci stringiamo nuovamente con la più sentita vicinanza e gratitudine.

I nostri Ringraziamenti vanno, contestualmente, a:
Cristina e Riccardo, Camilla, Marco e Claudia, Lucia, Pasquale, Angela, Barbara, Luca, Laura e Carlo, Federico, Angela, Marcella e Eugenio, Sara e Antonio,  Mariangela e tutti gli altri amici che hanno sostenuto questo progetto.

 

Grazie alle Vostre donazioni, la Sjamo contribuisce a migliorare la vita di Sofia, una bimba sudamericana con “bisogni speciali”, di cui Vi raccontiamo la storia:

Sofia è una bambina di 3 anni, nata nella Repubblica Colombiana all’interno di una famiglia che non è mai riuscita a prendersi cura di lei, a causa di una situazione socio economica particolarmente deficitaria.

Sin dai suoi primi istanti di vita, Sofia è stata presa in carico dalle istituzioni colombiane attraverso il “Programma di Protezione Minorile” e, a pochi giorni di età, collocata presso una famiglia affidataria sostitutiva “professionale”, selezionata dalle autorità competenti.

I genitori di Sofia non le hanno mai fatto visita.
Aldilà di poche, sporadiche visite iniziali, da parte di uno zio, nessuno dei suoi familiari si è presentato presso le strutture in cui è stata accolta Sofia, lasciandola di fatto alle esclusive “cure” istituzionali, e determinandone pertanto la successiva messa in “Stato di Adottabilità”, dopo circa un anno dalla sua nascita.

A Sofia è stata diagnosticata una Sindrome genetica estremamente rara e poco nota, la cui sintomatologia è stata studiata su pochi casi in tutto il mondo. Tale sindrome si manifesta con deficit nella crescita fisica e cognitiva.

Attraverso il materiale forniteci, quali relazioni cliniche e tecniche del personale specialistico che ne ha assunto le cure, emerge il ritratto di una bambina vispa e affettuosa, volonterosa e partecipe rispetto alle attività terapeutiche cui è sottoposta.

Ognuno di questi documenti descrive una bambina attiva e reattiva, nettamente orientata al miglioramento rispetto ai propri deficit.

Sofia necessita di un costante supporto logopedico, psicomotorio e psicoterapico, più volte a settimana, poiché attraverso le stimolazioni terapeutiche il suo sviluppo e la sua qualità di vita si profilano verso scenari di netto allineamento con i suoi coetanei.

La Sjamo, si è fatta carico di assicurare a Sofia le cure necessarie a supportarne la crescita, motoria e cognitiva, grazie alle quali sarà più semplice trovare una Famiglia che la accolga.

Dopo aver reso noto alle autorità la propria disponibilità ad assumere gli oneri della terapia necessaria a Sofia, tali da garantirle una cura funzionale non solo al suo sviluppo, bensì alla realizzazione di un Progetto Adottivo.

La Sjamo ha più volte interrogato gli specialisti che hanno in cura la piccola: da ogni visita medica sono emersi pareri confortanti, che descrivono il profilo di una bimba affettuosa, e piena di risorse, con buoni presupposti di adattamento e sviluppo della sua qualità di vita futura.

GRAZIE al Vostro Sostegno, importantissimo per Sofia e per la Sjamo,  sono stati raccolti fondi sufficienti a garantirle gli interventi clinici e terapeutici per un periodo, stimato, di circa due anni a partire da oggi.

GRAZIE a Voi, la piccola Sofia può continuare a ricevere il supporto necessario e partecipare a programmi riabilitativi di tipo fono-audiologico.

GRAZIE alla Vostra Partecipazione, la nostra Speranza di trovare presto una famiglia per Sofia è più viva e i presupposti di veder realizzato il sogno di un Progetto Adottivo per Sofia sono oggi migliori.

 

Per maggiori informazioni:

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo
Sede di ALBENGA
Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV)
Tel.: (+39) 0182 51854
Cell.: (+39) 346 66 27 482
Mail: sjamo.ong@gmail.com

Progetti in rete – Bando 2019

Il Bando Volontari 2019 per il Servizio Civile Universale è
stato pubblicato in data 04/09/2019.

Quest’anno, per la prima volta SJAMo, presenta un progetto di Servizio Universale in collaborazione con CIPSI – COORDINAMENTO DI INIZIATIVE POPOLARI DI SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE (Ente capofila).Al momento, il nostro progetto “Un cammino condiviso 2019” seppur approvato, non è stato ancora finanziato per mancanza di fondi statali.In attesa dell’approvazione del disegno di legge depositato in Parlamento per incrementare i fondi destinati al Servizio Civile Universale, che ci  permetterà di accogliere i nuovi volontari, segnaliamo che CIPSI e gli enti ad esso collegati hanno 8 progetti all’estero dedicati a 37 volontari e 5 progetti in Italia dedicati a 30 volontari già finanziati. Per informazioni sul bando, sui  progetti attivi e sulla modalità candidatura potete visitare il sito di CIPSI e inviare una mail a cipsi@cipsi.it

Pubblicato il Bando Servizio civile Universale 2019

E’ stato pubblicato il nuovo bando per il Servizio Civile Universale 2019La scadenza per la presentazione delle domande online è il 10 ottobre alle ore 14.Da quest’anno sarà possibile inviare la propria candidatura solo tramite la piattaforma Domande on Line (DOL), accendendo tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).Per ulteriori informazioni vi invitiamo a visitare il sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale e il sito dedicato al Bando Volontari 2019.La SJAMo appartiene alla rete di associazioni con ente capofila CIPSI – COORDINAMENTO DI INIZIATIVE POPOLARI DI SOLIDARIETÀ’ INTERNAZIONALE .Per i progetti già finanziati all’interno della rete, visita il seguente link.

Servizio Civile Universale in SJAMO

Progetto “Un cammino condiviso 2019”E’ in arrivo il nuovo progetto di SJAMo per il Servizio Civile Universale 2019 in collaborazione con l’Ente CIPSI (ente capofila)Il progetto, che si prevede partirà entro dicembre 2019, prevede l’impiego di 5 volontari che saranno coinvolti nelle attività delle sedi di SJAMo di Albenga e Roma e nelle attività degli enti partner, YEPP Albenga e Fondazione Migrantes della diocesi di Albenga-Imperia.Le sedi di attuazione saranno quindi 4, tra Albenga e Roma.Il progetto durerà 12 mesi.Oltre ai requisiti richiesti per la partecipazione al bando, i nostri candidati ideali hanno una formazione in area umanistica, sociologica o pedagogica; buone conoscenze informatiche; predisposizione ai rapporti interpersonali e capacità di lavorare in gruppo ed hanno già maturato esperienze nel mondo del volontariato sociale.Per maggiori informazioni:

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel MondoVia Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV)Tel.: (+39) 0182 51854Cell.: (+39) 347 41 46 640Mail: sjamo.ong@gmail.com

CAMPO DI SERVIZIO E CONOSCENZA IN SENEGAL

Il Centro Missionario e la Caritas della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, insieme alla Comunità Laici Missionari Cattolici, organizzano un campo di servizio e conoscenza in SENEGAL per giovani dai 18 ai 28 anni. Per condividere ed approfondire la proposta vengono organizzati due incontri di presentazione:

martedì 2 aprile ore 18 a Ventimiglia, presso l’Emporio Solidale in via Sottoconvento n. 86sabato 6 aprile ore 10,30 a Sanremo, presso Casa Papa Francesco in Sal. S. Pietro n. 14

La scadenza per candidarsi è venerdì 30
aprile 2019

Periodo:  dal 27 luglio al 12 agosto 2019Luogo: Senegal, nella regione della Petite Côte a sud di Dakar

Attività:    1. incontri preparatori in Italia 2. servizio in Senegal negli ambiti socio-sanitario, infanzia-assistenza, disabilità-      emarginazione, animazione con i giovani 3. visite di conoscenza in Senegal 4. incontri / testimonianze al rientro

Requisiti: desiderio di impegnarsi e mettersi al servizio dei bisogni della popolazione locale, saper vivere in gruppo/comunità, avere una buona salute psicofisica e capacità di adattamento, comprendere a livello base la lingua francese e/o inglese, avere il passaporto valido e la vaccinazione per la febbre gialla

Numero massimo dei partecipanti: 10

Costi: Quota di partecipazione € 600 (vitto e alloggio, trasporti in loco, assicurazione).Volo aereo escluso (in attesa di possibile contributo di Caritas Italiana)

Accompagnatori: durante il viaggio ed il soggiorno i giovani saranno accompagnati da adulti che hanno esperienza di Africa

Per informazioni ed iscrizioni: Maurizio: 393.946.1870 – marmo@caritasventimigliasanremo.org Mimmo: 339.179.3042 – mimmomarrara@yahoo.fr Giuliano: 340.534.3098 – gb49@libero.it

www.caritasventimigliasanremo.org

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