Ciao Petra!

In primo piano

Grazie Mamá Negra, Petra Agudelo de Villarreal.
Con la tua preghiera hai sempre accompagnato le famiglie adottive della SJAMo nei loro primi passi; nella tua vita sei stata un esempio di dedizione alla famiglia, allegria, faro e bussola per i tuoi figli.

CIPSI: “BASTA AI TANTI PINOCCHIO DELLA POLITICA ITALIANA”

Comunicato Stampa

Decreto rilancio e Servizio Civile Universale

CIPSI: “BASTA AI TANTI PINOCCHIO DELLA POLITICA ITALIANA”

Guido Barbera, presidente del Cipsi- coordinamento di 37 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale-, con 52 enti di accoglienza per il Servizio Civile Universale collegati al Cipsi- in riferimento agli emendamenti ritirati dal Decreto Rilancio ha dichiarato: “Dopo le tante belle parole e promesse di presidenti e ministri, dopo sette emendamenti di tutti i partiti a sostegno del Servizio Civile Universale italiano, i fatti in aula hanno smascherato la triste realtà di un paese dove i parlamentari non rappresentano le istanze della società civile e le loro parole non hanno più alcuna credibilità. Non ci meritiamo questo. I giovani del Servizio Civile Universale sono la testimonianza più bella ed autentica della difesa dei valori positivi della nostra Patria. Invece di spendere miliardi assurdi in armi per uccidere, date al nostro paese le risorse per l’educazione, le scuole, la salute, il lavoro e la difesa della patria costruendo solidarietà e convivenza. Se non ne siete capaci, almeno non fate promesse da Pinocchio.”

Roma, 6 luglio 2020

Ufficio Stampa Cipsi, Nicola Perrone, ufficiostampa@cipsi.it, M 329 0810937
https://cipsi.it/2020/07/cipsi-basta-ai-tanti-pinocchio-della-politica-italiana/?preview=true&_thumbnail_id=18223

In memoria di Davide Ausenda: raccolta fondi di sostegno al Centro di Accoglienza di Miabi

Gli amici lo ricordano…

Davide, era un grande amico, una persona intelligente, gentile, disponibile, paziente, ragionevole, simpatica, essenziale e soprattutto umile, una rarità.
Ottimo padre, marito, figlio, fratello, un ottimo collega di lavoro… e amico.
Impossibile non volergli bene.

La pensano così tutte le persone che lo hanno conosciuto e frequentato in questi lunghi anni, tutti attoniti e disperati per questa immensa tragedia senza ragioni.
Aveva solo 53 anni.
Dobbiamo sfruttare ogni momento che ci è dato, proprio come faceva lui. Dando importanza solo alle cose che lo meritano veramente e tralasciando tutte le cavolate.
Fare tesoro di tutto quello che ci ha insegnato con il suo modo di essere e rapportarsi con la famiglia e gli amici.
Ci mancherà moltissimo e non lo dimenticheremo mai.

Un abbraccio fortissimo alla Mamma Bruna, ad Elena che dovrà essere sempre fiera di avere avuto un papà così, a Donatella donna meravigliosa (ed ironica), al fratello Alberto, alla sorella Mariangela e a tutti i suoi cognati e nipoti, nonché ai suoi amici.

L’associazione SJAMo è vicina alla famiglia Ausenda in questo momento di profondo dolore con la preghiera.

In memoria di Davide, la famiglia e gli amici hanno avviato una raccolta fondi destinata a sostenere le attività scolastiche e la mensa per i circa 400 bambini ospiti del Centro di Accoglienza di Miabi (Congo).

Le donazioni per il progetto “Sostegno al Centro di Accoglienza di Miabi” possono essere indirizzate a:

Associazione SJAMo – Sao José Amici nel Mondo

Banco Posta – Albenga

C/C: Postale n.  16556177

IBAN: IT98 T076 0110 5000 0001 6556 177

Causale:  In memoria di Davide-Sostegno al Centro di Accoglienza di Miabi

 

Avviso

In questo periodo particolare le sedi dell’Ente SJAMo sono chiuse, ma tutte le attività proseguono da remoto.

Per le coppie che già hanno contatti con noi e per le coppie che sono interessate ad avere informazioni sulle Adozioni, i nostri operatori sono disponibili online.

Gli incontri informativi gratuiti proseguono via Skype tramite appuntamenti individuali che possono essere fissati ai nostri contatti:

 

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA
Sede operativa centrale
Via Lungocenta C.B., 12
Tel.: (+39) 0182 51854
Cell.: (+39) 346 66 27 482
Mail: sjamo.ong@gmail.com
ROMA
Sede operativa
Via di Sant’Agata dei Goti, 24
Tel.: (+39) 06 880412
Cell.: (+39) 347 37 36 268
Mail.: sjamo.roma@tiscali.it

Cercasi mamma e papà

SJAMo riceve frequentemente dalle Autorità Straniere dei paesi di provenienza dei bambini la richiesta di disponibilità di famiglie che possano accogliere gruppi di fratelli e bambini di 10-13 anni di età.

Le coppie già in possesso di Decreto di Idoneità all’Adozione Internazionale interessate a ricevere ulteriori informazioni possono contattare le nostre sedi:

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA Sede operativa centrale

Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV) Tel.: (+39) 0182 51854 Cell.: (+39) 346 66 27 482 Mail: sjamo.ong@gmail.com

ROMA Sede operativa

Via di Sant’Agata dei Goti, 24 Tel.: 06-4880412 Cell.: 347-3736268 Email.: sjamo.roma@tiscali.it

La Storia di Josè

C’ERA UNA VOLTA…

E’ un soleggiato mattino di luglio del 2019, e nella sede dell’Associazione Sjamo di Albenga viene recapitata una lettera contenente tre fotografie, ritraenti il tipico scenario di una festa di compleanno per bambini: al centro dell’obbiettivo sette fiammelle accese sopra una torta di frutta, così grande da sovrastare il volto sorridente del festeggiato, subito riconosciuto dagli operatori presenti che, appena tre anni prima, avevano visionato le fotografie dello stesso bimbo, di poco più piccolo ma il cui sguardo tradiva emozioni ben diverse da quelle che si riescono a scorgere oggi.

I grandi occhi di Josè, nel giorno del suo settimo compleanno, luccicano di gioia accanto alle figure della mamma e del papà italiani che lo hanno adottato due anni fa’, quasi del tutto liberi dalle ombre che offuscavano il suo sguardo nelle fotografie della prima infanzia, e che prendevano forma tra le pagine, intessute di maltrattamenti e miseria, delle relazioni istituzionali in cui si riassume la storia dei suoi primi anni di vita.

E’ una storia triste e violenta, il cui racconto ha inizio un giorno di primavera del 2013, a meno di un anno dalla nascita di Josè, in una regione agricola della Colombia, quando una giovane donna si reca nell’ufficio territoriale della Polizia per l’Infanzia e denuncia, in qualità di vicina di casa, la terribile situazione del bimbo che vive a pochi metri dalla sua abitazione: un bambino di appena 9 mesi, ancora incapace di muovere i primi passi a quattro zampe, con il viso spesso martoriato dalle percosse, ed esposto al continuo maltrattamento fisico e psicologico da parte di un ipotetico padre e della sua compagna. Un bambino trascurato ogni sera fino a notte fonda, al quale si  somministrano abitualmente gocce di valeriana – o ansiolitici – per mantenerlo sedato tutto il giorno.

Le indagini successivamente effettuate dalla Polizia per l’Infanzia, oltre a confermare la denuncia, faranno emergere una disarmante sequenza di ricoveri ospedalieri dovuti alle condizioni di estrema incuria, malnutrizione, sporcizia, abbandono, ed esposizione continua ai batteri in cui il piccolo Josè è confinato dal giorno della sua nascita.

Interrogato dagli agenti di Polizia e dai Servizi Sociali, il papà di Josè non tenta minimamente di dissimulare tutta la propria incapacità di cura e il proprio disinteresse nei confronti di quel suo figlio poco più che neonato, per il quale chiede che possa esser dato in adozione il prima possibile.

E’ lo stesso papà di Jose ha raccontare che, dopo aver abbandonato il figlio neonato a due mesi dal parto, la sua mamma naturale è sparita dalle loro vite senza preavviso, rendendosi del tutto introvabile e lasciandolo, solo, alle prese con un bambino bisognoso di cure e sostentamento.

Il papà di Josè è privo di occupazione da un tempo indefinito e pronto a rilasciare una dichiarazione che non lascia dubbi:

 “Ho preso la decisione di non vedere mio figlio subire la fame, a volte non ho niente da mangiare per me e per lui, non posso acquistare cibo né pannolini, non sono in grado di  lavorare, ho cercato la sua mamma per più di sei mesi ma non riesco a trovarla: con lei soltanto è stata una notte fugace dettata dall’alcool, e quando, tempo dopo lei mi cercò per dirmi che era incinta,  abbiamo deciso di convivere, ma dopo due mesi dalla nascita di Josè, lei è sparita nel nulla e si è resa introvabile.

E’ una storia in ostaggio della miseria e del disamore quella che scandisce i primi anni del piccolo Josè, il quale viene allontanato dalla casa paterna e collocato prima in un Istituto per minori e poi presso una famiglia affidataria.

Le carenze affettive, i maltrattamenti e le molte privazioni fisiche patite sono certamente all’origine della diagnosi psichiatrica, rilasciata nell’anno 2015, di disturbo dello sviluppo, del comportamento con sintomi di deficit di attenzione e iperattività, e del linguaggio.

Tra il 2016 e il 2017 il Servizio Istituzionale psichiatrico colombiano inserisce il piccolo Josè in un programma clinico-riabilitativoo che prevede, insieme all’intervento psicoterapeutico, la somministrazione di psicofarmaci, nonostante la tenera età del bimbo e la naturale sensibilità alle sostanze farmacologiche.

Ma è soltanto al principio dell’anno 2018, quando il piccolo José viene per la prima volta accolto nell’abbraccio inaspettato, accogliente e rassicurante di Mamma Gemma e di Papà Matteo, reduci da loro lunga attesa pre – adottiva, che il suo stato comincia a volgersi verso una condizione futura di benessere e benevolenza.

Pochi mesi fa’ Josè ha festeggiato il suo secondo compleanno italiano, circondato dall’amore della famiglia che sorride accanto a lui nelle fotografie, eppure il suo sguardo sembra aver attraversato secoli di distanza dalle ombre che lo avevano offuscato per i suoi primi cinque anni di vita.

…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI

Buon compleanno SJAMo!

20 anni di SJAMo: il nostro grazie agli Amici che hanno condiviso con noi questo cammino 

Cari Amici,

ricordo ancora il pomeriggio del 02 febbraio dell’ anno 2000, quando un gruppo di famiglie riunite di fronte al notaio Navone di Albenga ha dato vita all’Associazione SJAMo – Sao José Amici nel Mondo – ONLUS: erano tutte famiglie adottive mosse dal desiderio di donare se stessi ed il proprio amore, dando il proprio contributo in difesa del diritto di ogni bambino ad avere una famiglia, sentirsi accolto, protetto e, soprattutto, amato.
Il nome scelto per l’associazione deriva da San Giuseppe, il Santo protettore della famiglia, ed evoca il bisogno di riunire tanti Amici “nel mondo”, quali compagni di viaggio e membri volontari di un’Unica grande famiglia.

Il nostro viaggio è iniziato  vent’anni fa in Brasile: un paese meraviglioso, ricco di storia e colori ma, all’epoca,  diviso tra la povertà e la solidarietà tra la gente; ricordo le amicizie nate durante la nostra permanenza presso le comunità locali dove insieme a loro lavoravamo  per dare un aiuto concreto alle famiglie più fragili.

Oggi molte cose sono cambiate, come è normale che sia nella vita di ognuno di noi e delle nostre famiglie, eventi gioiosi e tristi si sono alternati.
Nel nostro cuore è sempre vivo il ricordo di  Maria Pia che è stata per tutti noi il portabandiera della SJAMo, divideva il suo tempo tra la famiglia, il lavoro e il volontariato, aveva sempre una parola di conforto ed un consiglio per tutti, la sua dedizione al prossimo, la sua esperienza e professionalità sono stati per tutti noi un riferimento certo. In sua memoria, su proposta dell’assessore ai servizi sociali di Albenga, è nato nel 2015 il progetto “Maria Pia” che attraverso la SJAMo si occupa della ricerca, formazione ed accompagnamento di nuclei familiari volontari disponibili all’accoglienza di bambini in temporaneo stato di bisogno e al sostegno di famiglie fragili.
Un altro triste evento occorso nel 2019 è stato la recente prematura scomparsa per una disgrazia del giovane Rafael, un ragazzo di 19 anni, adottato da una famiglia ligure attraverso la SJAMo.
In sua memoria è nato il “Progetto Rafael”, un progetto che ha lo scopo di aiutare bambini con bisogni speciali nelle indagini mediche e le cure di cui necessitano per migliorare la loro salute psico-fisica.

Poi ci sono gli eventi positivi, dei quali tutti ci rallegriamo perché danno un senso e sapore alla nostra vita:
La SJAMo in 20 anni ha realizzato tanti progetti sia in Italia che in diversi paesi stranieri. Dalla costruzione di strutture per l’accoglienza di bambini, alla realizzazione di servizi a beneficio di mamme sigle con i loro figli, agli aiuti economici per la formazione professionale dei ragazzi, al sostegno alle attività scolastiche e doposcuola, la SJAMo in tutti questi anni è stata impegnata, grazie al lavoro svolto dai suoi professionisti e volontari, in diversi paesi come il Brasile, la Bulgaria, la Colombia, il Togo, lo Sri-Lanka, la Repubblica Democratica del Congo, l’Albania ed altri.
Altro evento positivo sono state le molte adozioni di bambini stranieri che la SJAMo ha accompagnato grazie anche qui al lavoro dei suoi professionisti e volontari. Tanti bambini oggi hanno una famiglia in cui crescono accuditi, sereni ed amati.

Tutto questo è stato possibile grazie anche al contributo di famiglie e persone che hanno scelto di sostenere l’associazione, siamo riusciti tutti insieme a dare un senso concreto alla nostra mission.
Il nostro cammino non è quasi mai stato facile, molte le difficoltà affrontate fino ad oggi, ma resta ferma la fiducia profonda di ciascuno di noi nei grandi ideali di solidarietà e di parità dei diritti per tutti.
Oggi purtroppo stiamo assistendo ad un allontanamento tra gli uomini, cadono le barriere, ma la distanza tra le persone aumenta; la paura che l’altro possa ferirci è grande e la fiducia nel prossimo si è ridotta al lumicino, questo grazie a tutti quei messaggi negativi che i mass media ci propinano a tutte le ore.
La nostra società sempre più consumistica e disattenta è riuscita ad inaridire campi fertili come quello dell’accoglienza dell’altro, della protezione, della promozione e della integrazione. Conosciamo bene tanti proverbi come… Chi trova un amico trova un tesoro… I figli sono la benedizione di Dio… Oggi la percezione del benessere materiale ha sostituito quello spirituale e dell’anima.

“Benché i bambini possano essere vittime di un destino avverso, non possono essere vittime della nostra negligenza.”
J. F. Kennedy

Grazie di cuore.

Il Presidente
Claudio Leucci

Pubblicato in News

Adozione 3.0 – Comunicato Stampa

COMUNICATO STAMPA

Adozione internazionale: gli enti autorizzati incontrano ministro Bonetti
Riunione con la cabina di regia “Adozione 3.0”: “Governo e istituzioni diano forza e vigore a quello che è un grande gesto di giustizia sociale: ridare una famiglia a un bambino abbandonato”

Roma, 13 dicembre 2019 – Si è svolto nella giornata di martedì 10 dicembre l’atteso incontro tra la cabina di regia “Adozione 3.0”, che riunisce 49 enti italiani autorizzati all’adozione internazionale e il ministro della Famiglia e Pari opportunità e presidente della CAI – Commissione Adozioni Internazionali, Elena Bonetti. Un incontro che si è svolto in un clima positivo e di cordiale confronto su un tema delicato, quello dell’adozione internazionale, che sta vivendo una forte crisi da ormai diversi anni.
“L’incontro è stato senza dubbio positivo – fanno sapere da “Adozione 3.0” – e il ministro ha ascoltato con attenzione le istanze degli enti autorizzati su diverse tematiche. In primis il rilancio delle adozioni, poi il sostegno alle famiglie, investimenti adeguati affinché il sistema funzioni sempre meglio, l’incremento delle relazioni con i Paesi esteri, l’aggiornamento dei Protocolli Regionali, e infine, un impegno per la realizzazione di futuri programmi di formazione per tutti i soggetti del sistema”.
“Possiamo dire – proseguono gli enti – di essere soddisfatti. C’è davvero molto lavoro da fare per rilanciare l’adozione internazionale. Siamo serenamente convinti sia giusto chiedere un maggiore sforzo da parte del Governo e delle istituzioni tutte per dare nuovamente il giusto valore e peso all’adozione internazionale, perché ridare una famiglia ai bambini abbandonati è una bene per tutti.
Auspichiamo pertanto che questo primo incontro possa essere un punto di partenza perché tutti insieme si collabori al rilancio delle adozioni internazionali ”.
A rappresentare tutti gli Enti Autorizzati Pietro Ardizzi, Cinzia Bernicchi, Anna Torre, Maria Virgillito, Gianfranco Arnoletti.

Gli enti aderenti ad “Adozione 3.0”:
A.I.A.U. ASSOCIAZIONE IN AIUTI UMANITARI Onlus; A.S.A. – ASSOCIAZIONE
SOLIDARIETA’ ADOZIONI Onlus; AAA ASSOCIAZIONE ADOZIONI ALFABETO; Ai.Bi. -ASSOCIAZIONE AMICI DEI BAMBINI; AMICI DI DON BOSCO Onlus; AMICI MISSIONI INDIANE (AMI) – Onlus; AMICI TRENTINI Onlus; ARCOBALENO – Onlus; ARIETE Onlus; ASSOCIAZIONE AGAPE’ – Onlus; ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “CUORE” Onlus; ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO ERNESTO; ASSOCIAZIONE FAMIGLIE ADOTTIVE PRO I.C.Y.C. Onlus; Associazione FIGLI DELLA LUCE – Onlus; ASSOCIAZIONE I CINQUE PANI; ASSOCIAZIONE IL CONVENTINO – Onlus; ASSOCIAZIONE ITALIANA PRO ADOZIONI – A.I.P.A. – Onlus ERGA PUEROS; Associazione MEHALA – Sostegno Infanzia e Famiglia – Onlus; ASSOCIAZIONE NAZIONALE PUBBLICHE ASSISTENZE (A.N.P.A.S.);

Per informazioni
Cabina di Regia “Adozione 3.0”
+339 463 1587

Un dolce Natale solidale

Quest’anno scegli un regalo di Natale dolce e solidale!

Ordina  una squisita marmellata di frutta biologica selezionata, direttamente dal Kenya e potrai aiutare tanti Bambini soli al mondo a trovare una Famiglia.

Scegli il Gusto che preferisci tra:
Limone e Papaya, Mango, Guava, Carcadé

Donazione minima di 10,00 €

Per info e ordini:

SJAMo – Sede di ALBENGA
Tel.:0182-51854
Cell.: 346-6627842
Email: sjamo.ong@gmail.com

SJAMo – Sede di ROMA
Tel.: 06-4880412
Cell.: 347-3736268
Email.: sjamo.roma@tiscali.it

La Sfida Genitoriale nel Post Adozione

Discrepanze tra Aspettative e Realtà: Prepararsi ad Accogliere un Figlio

La scelta di diventare Genitori Adottivi, pur originante in coppie o nuclei familiari variegati e diversi gli uni dagli altri, costituisce sempre una svolta profondamente innovativa, i cui effetti rivoluzionari si ripercuotono, in via più o meno diretta, sulla quotidianità di tutti i membri coinvolti, apportandovi quel genere di impulsi trasformativi che possono scaturire solo dall’arrivo e dall’accoglienza di una Nuova Persona, e una Nuova Vita, all’interno di un sistema familiare preesistente.

Tuttavia, la Bellezza racchiusa nel desiderio di donare se stessi, la proprie cure ed il proprio affetto ad un bambino privato dei suoi diritti familiari ed umani, può, talvolta e in parte, offuscare la visuale altruista dei genitori, rendendo loro più difficile il confronto con la realtà quotidiana dell’ Esperienza Adottiva.

Il vissuto esistenziale, complesso e spesso doloroso, del Figlio tanto desiderato si insinua nella sua modalità di interazione con la famiglia adottiva, generando imprevisti sul piano  affettivo e relazionale molto lontani dagli scenari sentimentalmente gratificanti che ci si era prefigurati durante il periodo dell’attesa.

Il nucleo genitoriale e, in senso più ampio, quello familiare, è dunque chiamato a percorrere un sentiero articolato ed emozionalmente intenso, costellato da difficoltà che raramente si esauriscono con la conclusione dell’iter burocratico relativo al processo, ripercuotendosi sulla dimensione psicologica di ciascun membro, oltre che sul funzionamento familiare nella sua totalità.

Se il Tempo dell’Attesa è scandito da una naturale sequenza di aspettative, dubbi, speranze ed incertezze, la Realtà del Post Adozione si rivela quasi sempre densa di contrasti, tipici di ogni Cambiamento radicale delle proprie abitudini e convinzioni.

Dai racconti di molti genitori, pur profondamente felici della propria scelta adottiva, emerge una comune sensazione di sorpresa derivante dal confronto con aspetti imprevisti relativi sia ai rapporti con il figlio, sia alle proprie reazioni emotive.

Per comprendere il livello di Complessità che caratterizza l’Adozione, va ricordato che il nucleo familiare costituisce il centro di un sistema che è già di per sé Complesso, poiché al suo interno confluiscono tutte le dinamiche relazionali ed affettive fra i componenti, oltre a rappresentarne il punto di incontro tra le storie biologiche, psichiche, ed emotive.

In quest’ottica, diventa più semplice considerare l’Esperienza Adottiva quale occasione di confronto tra il patrimonio biologico e culturale comune ai membri di una famiglia, e l’eredità psichica, emotiva e biologica di un bambino che proviene da una realtà familiare, sociale  e culturale, nella maggior parte dei casi profondamente diversa da quella adottiva.

A questo riguardo, è fondamentale che la “diversità” del figlio, venga riconosciuta, accolta, oltre che sostenuta ed incoraggiata. Si tratta di un lavoro personale ed interpersonale Complesso ma infinitamente arricchente per i membri della famiglia adottiva il quale, andrebbe tuttavia sostenuto ben oltre l’approccio formativo e preparatorio previsto in seno alle istituzioni.

Per tutti questi Motivi, oltre che per  il Piacere di offrire un Servizio ad Alto Valore aggiunto, ben oltre il perfezionamento burocratico del Processo Adottivo e l’Ingresso in famiglia, A PARTIRE DAL MESE DI GENNAIO 2020,  l’Associazione SJAMo mette a disposizione, presso la sua sede di Albenga (SV) uno Sportello di Ascolto, Completamente Gratuito, per le Famiglie Adottive, in orario da concordarsi direttamente con l’operatore volontario, qualificato.

Per maggiori info: 

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA
Sede operativa centrale

Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV)
Tel.: (+39) 0182 51854
Cell.: (+39) 346 66 27 482
Mail: sjamo.ong@gmail.com