Incontro a tema gratuito: “I Paesi dell’Adozione: Asia, America Latina, Europa dell’Est, differenze e specificità”. – 14 novembre 2020

SJAMo – Sede di Roma organizza un incontro a tema gratuito dedicato a tutte le coppie interessate all’adozione internazionale, anche se non ancora in possesso di decreto di idoneità.
Nel rispetto delle regole anti-Covid il corso si svolgerà online.

L’obiettivo dell’incontro è fornire prime informazioni generali sui Paesi in cui si andrà ad adottare, arricchite di alcuni cenni sulle differenze e specificità.

Partecipazione gratuita previa prenotazione.

Per informazioni e adesioni:
 sjamo.roma@tiscali.it
 06 48 80 412
 347 3736268

Depliant dell’incontro

Incontro a tema gratuito: “Il processo di attaccamento e la costruzione del legame adottivo” – 24 ottobre 2020

SJAMo – Sede di Roma organizza un incontro a tema gratuito dedicato a tutte le coppie interessate all’adozione internazionale, anche se non ancora in possesso di decreto di idoneità.
Nel rispetto delle regole anti-Covid il corso si svolgerà online.

L’obiettivo dell’incontro è fornire delle prime informazioni sull’inserimento del bambino nella famiglia: dinamiche relazionali e costruzione del legame di attaccamento tra bambino e “nuovi” genitori arricchite di alcuni cenni su come rendere l’adozione potenzialmente «terapeutica».

Partecipazione gratuita previa prenotazione.

Per informazioni e adesioni:
 sjamo.roma@tiscali.it
 06 48 80 412
 347 3736268

Cercasi mamma e papà

SJAMo riceve frequentemente dalle Autorità Straniere dei paesi di provenienza dei bambini la richiesta di disponibilità di famiglie che possano accogliere gruppi di fratelli e bambini di 10-13 anni di età.

Le coppie già in possesso di Decreto di Idoneità all’Adozione Internazionale interessate a ricevere ulteriori informazioni possono contattare le nostre sedi:

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA Sede operativa centrale

Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV) Tel.: (+39) 0182 51854 Cell.: (+39) 346 66 27 482 Mail: sjamo.ong@gmail.com

ROMA Sede operativa

Via di Sant’Agata dei Goti, 24 Tel.: 06-4880412 Cell.: 347-3736268 Email.: sjamo.roma@tiscali.it

La Storia di Josè

C’ERA UNA VOLTA…

E’ un soleggiato mattino di luglio del 2019, e nella sede dell’Associazione Sjamo di Albenga viene recapitata una lettera contenente tre fotografie, ritraenti il tipico scenario di una festa di compleanno per bambini: al centro dell’obbiettivo sette fiammelle accese sopra una torta di frutta, così grande da sovrastare il volto sorridente del festeggiato, subito riconosciuto dagli operatori presenti che, appena tre anni prima, avevano visionato le fotografie dello stesso bimbo, di poco più piccolo ma il cui sguardo tradiva emozioni ben diverse da quelle che si riescono a scorgere oggi.

I grandi occhi di Josè, nel giorno del suo settimo compleanno, luccicano di gioia accanto alle figure della mamma e del papà italiani che lo hanno adottato due anni fa’, quasi del tutto liberi dalle ombre che offuscavano il suo sguardo nelle fotografie della prima infanzia, e che prendevano forma tra le pagine, intessute di maltrattamenti e miseria, delle relazioni istituzionali in cui si riassume la storia dei suoi primi anni di vita.

E’ una storia triste e violenta, il cui racconto ha inizio un giorno di primavera del 2013, a meno di un anno dalla nascita di Josè, in una regione agricola della Colombia, quando una giovane donna si reca nell’ufficio territoriale della Polizia per l’Infanzia e denuncia, in qualità di vicina di casa, la terribile situazione del bimbo che vive a pochi metri dalla sua abitazione: un bambino di appena 9 mesi, ancora incapace di muovere i primi passi a quattro zampe, con il viso spesso martoriato dalle percosse, ed esposto al continuo maltrattamento fisico e psicologico da parte di un ipotetico padre e della sua compagna. Un bambino trascurato ogni sera fino a notte fonda, al quale si  somministrano abitualmente gocce di valeriana – o ansiolitici – per mantenerlo sedato tutto il giorno.

Le indagini successivamente effettuate dalla Polizia per l’Infanzia, oltre a confermare la denuncia, faranno emergere una disarmante sequenza di ricoveri ospedalieri dovuti alle condizioni di estrema incuria, malnutrizione, sporcizia, abbandono, ed esposizione continua ai batteri in cui il piccolo Josè è confinato dal giorno della sua nascita.

Interrogato dagli agenti di Polizia e dai Servizi Sociali, il papà di Josè non tenta minimamente di dissimulare tutta la propria incapacità di cura e il proprio disinteresse nei confronti di quel suo figlio poco più che neonato, per il quale chiede che possa esser dato in adozione il prima possibile.

E’ lo stesso papà di Jose ha raccontare che, dopo aver abbandonato il figlio neonato a due mesi dal parto, la sua mamma naturale è sparita dalle loro vite senza preavviso, rendendosi del tutto introvabile e lasciandolo, solo, alle prese con un bambino bisognoso di cure e sostentamento.

Il papà di Josè è privo di occupazione da un tempo indefinito e pronto a rilasciare una dichiarazione che non lascia dubbi:

 “Ho preso la decisione di non vedere mio figlio subire la fame, a volte non ho niente da mangiare per me e per lui, non posso acquistare cibo né pannolini, non sono in grado di  lavorare, ho cercato la sua mamma per più di sei mesi ma non riesco a trovarla: con lei soltanto è stata una notte fugace dettata dall’alcool, e quando, tempo dopo lei mi cercò per dirmi che era incinta,  abbiamo deciso di convivere, ma dopo due mesi dalla nascita di Josè, lei è sparita nel nulla e si è resa introvabile.

E’ una storia in ostaggio della miseria e del disamore quella che scandisce i primi anni del piccolo Josè, il quale viene allontanato dalla casa paterna e collocato prima in un Istituto per minori e poi presso una famiglia affidataria.

Le carenze affettive, i maltrattamenti e le molte privazioni fisiche patite sono certamente all’origine della diagnosi psichiatrica, rilasciata nell’anno 2015, di disturbo dello sviluppo, del comportamento con sintomi di deficit di attenzione e iperattività, e del linguaggio.

Tra il 2016 e il 2017 il Servizio Istituzionale psichiatrico colombiano inserisce il piccolo Josè in un programma clinico-riabilitativoo che prevede, insieme all’intervento psicoterapeutico, la somministrazione di psicofarmaci, nonostante la tenera età del bimbo e la naturale sensibilità alle sostanze farmacologiche.

Ma è soltanto al principio dell’anno 2018, quando il piccolo José viene per la prima volta accolto nell’abbraccio inaspettato, accogliente e rassicurante di Mamma Gemma e di Papà Matteo, reduci da loro lunga attesa pre – adottiva, che il suo stato comincia a volgersi verso una condizione futura di benessere e benevolenza.

Pochi mesi fa’ Josè ha festeggiato il suo secondo compleanno italiano, circondato dall’amore della famiglia che sorride accanto a lui nelle fotografie, eppure il suo sguardo sembra aver attraversato secoli di distanza dalle ombre che lo avevano offuscato per i suoi primi cinque anni di vita.

…E VISSERO TUTTI FELICI E CONTENTI

La Sfida Genitoriale nel Post Adozione

Discrepanze tra Aspettative e Realtà: Prepararsi ad Accogliere un Figlio

La scelta di diventare Genitori Adottivi, pur originante in coppie o nuclei familiari variegati e diversi gli uni dagli altri, costituisce sempre una svolta profondamente innovativa, i cui effetti rivoluzionari si ripercuotono, in via più o meno diretta, sulla quotidianità di tutti i membri coinvolti, apportandovi quel genere di impulsi trasformativi che possono scaturire solo dall’arrivo e dall’accoglienza di una Nuova Persona, e una Nuova Vita, all’interno di un sistema familiare preesistente.

Tuttavia, la Bellezza racchiusa nel desiderio di donare se stessi, la proprie cure ed il proprio affetto ad un bambino privato dei suoi diritti familiari ed umani, può, talvolta e in parte, offuscare la visuale altruista dei genitori, rendendo loro più difficile il confronto con la realtà quotidiana dell’ Esperienza Adottiva.

Il vissuto esistenziale, complesso e spesso doloroso, del Figlio tanto desiderato si insinua nella sua modalità di interazione con la famiglia adottiva, generando imprevisti sul piano  affettivo e relazionale molto lontani dagli scenari sentimentalmente gratificanti che ci si era prefigurati durante il periodo dell’attesa.

Il nucleo genitoriale e, in senso più ampio, quello familiare, è dunque chiamato a percorrere un sentiero articolato ed emozionalmente intenso, costellato da difficoltà che raramente si esauriscono con la conclusione dell’iter burocratico relativo al processo, ripercuotendosi sulla dimensione psicologica di ciascun membro, oltre che sul funzionamento familiare nella sua totalità.

Se il Tempo dell’Attesa è scandito da una naturale sequenza di aspettative, dubbi, speranze ed incertezze, la Realtà del Post Adozione si rivela quasi sempre densa di contrasti, tipici di ogni Cambiamento radicale delle proprie abitudini e convinzioni.

Dai racconti di molti genitori, pur profondamente felici della propria scelta adottiva, emerge una comune sensazione di sorpresa derivante dal confronto con aspetti imprevisti relativi sia ai rapporti con il figlio, sia alle proprie reazioni emotive.

Per comprendere il livello di Complessità che caratterizza l’Adozione, va ricordato che il nucleo familiare costituisce il centro di un sistema che è già di per sé Complesso, poiché al suo interno confluiscono tutte le dinamiche relazionali ed affettive fra i componenti, oltre a rappresentarne il punto di incontro tra le storie biologiche, psichiche, ed emotive.

In quest’ottica, diventa più semplice considerare l’Esperienza Adottiva quale occasione di confronto tra il patrimonio biologico e culturale comune ai membri di una famiglia, e l’eredità psichica, emotiva e biologica di un bambino che proviene da una realtà familiare, sociale  e culturale, nella maggior parte dei casi profondamente diversa da quella adottiva.

A questo riguardo, è fondamentale che la “diversità” del figlio, venga riconosciuta, accolta, oltre che sostenuta ed incoraggiata. Si tratta di un lavoro personale ed interpersonale Complesso ma infinitamente arricchente per i membri della famiglia adottiva il quale, andrebbe tuttavia sostenuto ben oltre l’approccio formativo e preparatorio previsto in seno alle istituzioni.

Per tutti questi Motivi, oltre che per  il Piacere di offrire un Servizio ad Alto Valore aggiunto, ben oltre il perfezionamento burocratico del Processo Adottivo e l’Ingresso in famiglia, A PARTIRE DAL MESE DI GENNAIO 2020,  l’Associazione SJAMo mette a disposizione, presso la sua sede di Albenga (SV) uno Sportello di Ascolto, Completamente Gratuito, per le Famiglie Adottive, in orario da concordarsi direttamente con l’operatore volontario, qualificato.

Per maggiori info: 

Associazione SJAMo – Sao Josè Amici Nel Mondo

ALBENGA
Sede operativa centrale

Via Lungocenta C.B. n. 12 – Albenga (SV)
Tel.: (+39) 0182 51854
Cell.: (+39) 346 66 27 482
Mail: sjamo.ong@gmail.com